At The Deer Head Inn – Mirco Merlo

 

Keith Jarrett suona per la prima volta al Deer Head Inn (letteralmente “alla Locanda Testa di Cervo) casualmente nel 1962 quando si trova a dover sostituire il pianista del jazz club, tale Johnny Coates, che si dovette assentare per due settimane.

In quel periodo Jarrett lavora come impiegato in una fabbrica ed è avvicinato dal batterista del trio che non fatica a far accettare l’ingaggio a Jarrett.

Proprio su questo sconosciuto pianista nasce la leggenda dalla quale si vuole sia lo stesso Coates l’ispiratore di Jarrett, sia nella musica sia nella gestualità ma il pianista a questo proposito sostiene che “questa è una di quelle faccende che sono pane per i denti dei giornalisti: un fatto sconosciuto su un musicista molto conosciuto, e non finisce qui, perché anche colui che si suppone abbia influenzato è pressoché sconosciuto. Nasce allora la domanda fatidica: perché egli non è conosciuto? Così vanno le cose! C’é gente che mi ha telefonato da tutte le parti del mondo in diverse occasioni per richiedermi se questa storia era vera, ma il modo di suonare di Johnny non mi è mai piaciuto tanto da influenzarmi.”

Ora a distanza di trenta anni Jarrett torna al Deer Head Inn. Il locale in vita fin dagli anni ‘50 è ora gestito dalla figlia del proprietario che vide gli esordi di Keith e che ancora propone il jazz alla propria clientela.

In quest’occasione il pianista si presenta in trio con il fedele bassista Gary Peacock mentre alla batteria propone un suo vecchio compagno di avventure, Paul Motian che non suonava con Jarrett dal 1977.

Il concerto si articola in sette brani scelti come sempre dall’immenso patrimonio degli standards, da Solar di Miles Davis a Bye Bye Blackbird di Henderson, da Chandra di Jaky Byard al bellissimo Basin Street Blues che Williams Specer, il famoso

standard che il cantante di New Orleans scrisse negli anni venti.

Motian sostituisce egregiamente DeJohnette dando fluidità ma anche agilità alla musica proposta, ed è sul brano You And The Night And The Music che possiamo sentire Motian esibirsi in un abbozzo d’assolo-duo con il bassista.

Sempre i concerti del trio di Jarrett sono incantevoli e al pubblico non rimane che trattenere il fiato sino alla fine per non interrompere la magica atmosfera che regna nei luoghi dove Jarrett suona.

 

Mirco Merlo

 

(ATDH)

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