Suites For Keyboard – Marco Lo Muscio

 

L’interpretazione delle Suite di Handel, fa parte del repertorio classico standard? Purtroppo direi proprio di no! E perché? Forse è musica troppo facile da suonare, che non rende in maniera virtuosistica di fronte ad un pubblico??! E chi sono i grandi interpreti di Handel?

Partiamo dall’ultima : i maggiori interpreti, dopo l’ascolto di questo CD, sono senz’altro Jarrett e Richter! Solo loro due hanno dedicato un CD antologico a questo grande del Barocco; degli altri vi sono poche tracce, salvo un pezzo messo qua e la ogni tanto, tra cui mi viene in mente Gulda alla “Sapienza” a Roma nel 1965 con la Suite in mi minore, oppure, sempre alla “Sapienza”, Fischer nel 1949 con la Suite in re minore! Gould, invece, fece degli esperimenti sul clavicembalo moderno senza risultati eclatanti.

Allora chi sono i due rimasti, forse tra i più grandi del 900’!

Di Richter, non starò qui a parlare, ma è il più grande interprete della seconda metà del novecento, e dedicò ad Handel alcuni stupendi concerti live; uno di questi lo si può trovare in un CD della “Russia revelation”(10045) con cinque Suites (la n°2-9-12-14-16). Il concerto è impeccabile, ma la qualità della registrazione live non è delle migliori, ma il Cd è assolutamente da avere!!

Jarrett penso sia il primo a dedicare un CD in studio completamente dedicato ad Handel con sette Suites. Allora veniamo alla prima domanda: sono facili da suonare? Sicuramente sono più facili della musica di Bach, ma sono brani molto più scoperti, in cui nessuna nota deve essere fatta a caso, e tutti i fraseggi devono essere cesellati. Una nota sbagliata, o un fraseggio fuori posto si noterebbe subito, come in Mozart, ed in questo Jarrett è assolutamente impeccabile. La scelta delle Suite cade poi su quelle meno famose; non c’è quella con la Passacaglia, manca quella con la Sarabanda ( Kubrik la usò in “Barry Lindon”), manca quella con le variazioni sul “Fabbro armonioso”.

Secondo me questa scelta è stata fatta a posta per mettere in risalto una peculiarità della scrittura di Handel: la vitalità ritmica e melodica, e la semplicità e chiarezza del contrappunto!

Ascoltiamo l’attacco della Suite n°16 e la precisione degli abbellimenti assolutamente sempre filologici! Oppure la Fuga della Suite n°2 (l’unico pezzo famoso), come l’entrate delle voci e gli incatenamenti contrappuntistici siano sempre chiari grazie alla precisione del tocco ed alla assoluta indipendenza delle dita di Jarrett. Gustiamo ancora il bellissimo preludio e fuga che apre la Suite n°8, degna di un Bach, dove tutte le tensioni agogiche sono rese con la dovuta drammaticità; ed ancora la Fuga in mi minore della Suite n°4 dove non viene perso un solo inciso ritmico.

Questo è sicuramente il miglior CD di classica di Jarrett ( forse insieme ai concerti di Mozart registrati recentemente ), e speriamo che prima o poi scavi ancora nel repertorio Barocco, magari tirando fuori le Suites di Purcell ( so che le ha suonate in concerto). Una nota di merito all’alta qualità della registrazione dell’ ECM, mai metallica! Speriamo che questo CD ci faccia scoprire il genio tastieristico di Handel, che in queste musiche ha messo l’energia e la sensualità dei migliori Oratori ed Opere, e ci faccia apprezzare ancora di più l’arte di Jarrett, che secondo me risiede nella perfetta conoscenza di TUTTA la musica!

 

Marco Lo Muscio

 

(STKB)

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