Tokyo ’96 – Francesco Frixone
“Tokyo ‘96”, registrato dal vivo nel Marzo 1996, poco prima che si evidenziassero in Jarrett i primi sintomi della “sindrome di affaticamento cronica” che a lungo lo ha tenuto lontano dai “palchi” di tutto il mondo, costituisce uno dei migliori album del Trio: l’esecuzione degli standards è pressoché perfetta, senza la “macchia” di sbavature; la scelta delle “songs” è di grande interesse musicale e di particolare gusto; la qualità della registrazione è superiore alla maggior parte delle altre produzioni ECM, già molto curate dal punto di vista sonoro.
Il disco (dalla “generosa” durata di quasi 80 minuti) si apre alla grande con una lunga “It Could Happen To You”, seguita dalla stupenda e melodiosa “Never Let Me Go” (forse più riuscita della versione contenuta in “Standards Vol. 2”) e da “Billie’s Bounce” di Charlie Parker. Tra i momenti migliori c’è “I’ll Remember April”, la quale si apre con un bel “solo” (oltre due minuti) di Jack DeJohnette che crea un tessuto ritmico su cui Jarrett poi si inserisce e “viaggia alla grande”; “Mona Lisa”, piccolo gioiello di grazia ed intensità; la funambolica “John’s Abbey”, in cui i tre artisti dimostrano tutte le loro grandissime capacità tecniche. L’album contiene anche due “classici” come “Autumn Leaves” e “My Funny Valentine”, e due composizioni di Jarrett, “Caribbean Sky” e “Song”.
Franco Fayenz, famoso critico ed esperto di musica jazz, ha affermato che “Bill Evans e Keith Jarrett sono i pianisti migliori che il jazz contemporaneo abbia espresso, per fantasia, tocco, controllo del pianoforte, qualità del suono, gusto perfetto”. Verissimo. E in “Tokyo ‘96” ciò è pienamente dimostrato. Chiunque sia innamorato di questo Trio (ma più in generale, tutti coloro che amano questo tipo di formazione jazz) non possono prescindere da tale disco, uno dei migliori di sempre.
Francesco Frixone
(TK96)
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